28Lug

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jerry bryant archives terre celtiche

The Sun (2013)There are official documents to back up this view. Deborah Cadbury THE LOST KING OF FRANCE: Revolution, Revenge and the Search for Louis XVII (2002)The government viewed the video as a coup attempt. Times, Sunday Times (2014)We would like to see views that mean something to you.

L (in vita) all Mondo celtico è un onoreriservato a poeti, eroi semi divini e pochi privilegiati visitatori (a volte rapiti dalle fate per la loro bellezza), Yeats spera di potersi nutrire delle mele di Avalon e di ottenere il dono dell (poetica).Il primo a mettere in musica la poesia sembra essere stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio to the Psaltery in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie.ASCOLTA Burt Ives con il titolo The Wandering of Old Angus Ives: Songs of Ireland Decca DL 8444 (ca. 1954) in cui nelle note di copertina si accredita la melodia a YeatsASCOLTA Judy Collins con il titolo Apples of the Sun Golden Apples of the Sun 1962. La stessa Collins dice in merito: from the singing of Will Holt, this stunning song is a musical setting of a W.

E’ un Medioevo distopico ma incredibilmente attuale quello in cui si trovano a recitare in certi frangenti, letteralmente gli attori di “Fool”. Proprio come oggi ci sono due papi (uno “scontato” e uno “al dettaglio”) e il sesso è al centro di tutto, un’ossessione quotidiana declinata con gioiosa esuberanza, quasi come in una versione del Decamerone riveduta e corretta per restare al passo coi tempi. In quello che è un mirabolante minestrone di tòpoi shakespeariani intrighi, sotterfugi, sensi di colpa, sprofondi a intermittenza nella pazzia, streghe e fantasmi, mutuati per ammissione dell’autore da una dozzina abbondante di opere del Bardo Christopher Moore si prende la briga di riscoprire e nobilitare la figura del matto, da semplice dotazione o “divertimento ornamentale” di corte a metafora stessa di vitalismo e imprevedibilità, da cantastorie, giocoliere e diletto per infante (più o meno cresciute) a strumento del caso come nelle carte, il “numero zero” dei tarocchi che sfugge qualsivoglia categorizzazione e può rimettere ogni dettaglio in discussione, persino farsi motore dell’azione in un’esilarante black comedy e scatenare una guerra senza spade (ma con pugnali) e armate, con la sola forza dell’arguzia e di un bastone con la testa da giullare..

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