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“Le cirque invisible”: ovvero il trionfo della poesia, il magico tocco e la fantasiosa allegria di Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin sono le chiavi per entrare in questo circo immaginario dove lui, strabiliante, attonito clown, incredibile prestigiatore senza trucchi, estrae dalle sue impossibili valigie variopinte un universo inventato e dove lei danza, esegue volteggi, inventa armonie e note dai campanelli e dalle bottiglie. E’ il circo di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée che tornano in Italia con il loro straordinario circo invisibile. Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell’epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione, in grado di creare solleticanti corto circuiti nell’immaginario degli spettatori.

Ciao Marina! Di solito sei tu a dritte a noi lettori. Questa volta hopensato di segnalarti un sito appena nato di acquisti on line che sto monitornado. Organizzano anche temporary shop on line. Infatti qualche giorno dopo, Giovedì 16 Novembre, Kerouac scrive: “scritte 700 parole di Sulla strada, vale a dire, continuavano a succedere cose che non volevo accadessero. Ma questo è il modo di scrivere più autentico, no? Incontrollabile, spaventoso e terribile” ( pag. 232).

Stare bravo al mio posto e godermi quella sua voce pazzesca, con le parche esilissime trame della sua chitarra, era quasi un comandamento biblico che ho rispettato senza fiatare. Facendo di necessità virtù, diciamo, visto che ad una simile adeguata condotta sono stato spinto non dalla cantautrice del Colorado per espressa richiesta, ma dalle terrificanti condizioni luministiche in cui lo spettacolo si è svolto: una penombra quasi totale, con un unico neon a mezzo servizio posto per terra, e con su una mantella nera della stessa Foster, ché l’atmosfera è tutto. Questo, è importante dirlo subito, è stato in realtà l’inconveniente più trascurabile di una serata in cui quasi tutto è andato per il verso sbagliato, e riferisco queste parole non al semplice cacciatore di ritratti fotografici ma proprio all’appassionato di musica in libera uscita.

Le dicerie possono essere diffuse a voce o possono assumere un aspetto più “ufficiale”, forse essendo riportate dalla stampa o dalla radio. Come nascono le dicerie? Spesso è impossibile dirlo. Un’affermazione casuale di qualcuno può essere ripresa, ripetuta e gonfiata.