jared leto interpreterà andy warhol

Quando lavoro raccolgo più citazioni e riferimenti che posso: abiti, foto, film, musicaPoi li ordino e seleziono ogni giorno. Per esempio, oggi ho 3 raccoglitori con spunti e ispirazioni per 3 potenziali collezioni. Non procedo a partire da un tema, quale può essere per esempio “film d’azione anni ’90” o “film di Fassbinder”..

Ma nel 1952, insieme con venti altri novizi, presi il voto davanti al nostro abate e divenni un monaco a pieno titolo. Oggi sono l’unico di quei venti ancora vivo. Alcuni sarebbero morti in prigione. Resta aperta la piaga dell’invidiato. Accade che le persone eccellenti siano invidiate anche se non fanno niente per alimentare l’invidia altrui: perché le simpatie che attirano, l’ammirazione da cui sono circondate, sono sufficienti a far scattare il serpente dell’invidia. Non basta: anche se non sono baciate dal successo, anche se il loro valore non viene riconosciuto, esse talvolta sono invidiate ugualmente, perché POTREBBERO essere oggetto di ammirazione.

Ancora una volta Lethem si conferma tuttavia prezioso soprattutto in qualità di scenografo. Al posto della Brooklyn malinconica de “La Fortezza della Solitudine”, fa pur sempre un discreto effetto l’afosa Los Angeles dei boulevard dimenticati, un nuovo villaggio Potemkin assolato e insieme desolato, il teatro perfetto per la parabola dei quattro eterni ragazzini in cerca d’autore (nel vero senso della parola). Delle quinte efficaci, un paio di caratterizzazioni azzeccate e poche pagine di sesso scritte con la dovuta grazia non bastano tuttavia a fare un gran libro.

We talk about history, values, point of view and motivations. This seems to clarify life for me so I can go back on Monday, although our country is wounded and life is confusing. Don’t expect an ideological recipe or the past to offer any good answers.

With the title Boys Blow the version of John Short mixes the verses of od Sacramento with the minstrel song Races written by Stephen Foster in 1850. All the other collectors give it as a capstan song, Hugill, in particular, says it was a favourite for raising the anchor. Short gave it as a capstan shanty, and sang Sharp one verse only straight from Stephen Foster’s Camptown Races which was written in 1850.

Cosa unisce eventi e personaggi di epoche diverse che combattono contro le convenzioni sociali per l di un ideale pi alto di verit e giustizia, per il dominio dell sulla morte, per la generosa eredit di una sublime astrazione artistica come una melodia onnisciente sul destino dell E la domanda cui provano a rispondere i fratelli Wachowski (con la collaborazione di Tom Tykwer) orchestrando arditamente il sestetto di una sinfonia di destini: un giovane avvocato inglese dagli ideali libertari nel viaggio di ritorno dalle Indie Occidentali su di un brigantino di memoria darwiniana; le vicende di un giovane e talentuoso compositore omosessuale nell puritana e classista degli anni una giovane giornalista di colore che prova a sventare una cinica macchinazione stragista nell della crisi energetica degli anni le peripezie di un vegliardo editore dei nostri giorni alle prese con gli spietati secondini di un ospizio per anziani; lo spirito di ribellione che anima la giovane di una postmoderna societ dei consumi rigidamente suddivisa in classi di purezza genetica; il difficile percorso verso la conoscenza e l di un inquieto pastore di una Terra post apocalittica dove convivono le primitive vestigia di una civilt regredita all del ferro e le navi a propulsione atomica di una misteriosa comunit di sopravvissuti all nucleare.Opera complicata (ma non complessa) e magniloquente quella degli autori di Matrix, una strana miscellanea di generi diversi (il dramma avventuroso, il dramma sentimentale,il thriller politico, la commedia sociale, la fantascienza filosofica, il fantasy post apocalittico) che ambisce a raggiungere il difficile sincretismo del saggio filosofico attraverso la costruzione di un complesso puzzle di quadri narrativi distinti e autonomi ricomposti nella cornice di una narrazione unitaria attraverso le mirabolanti acrobazie del montaggio e la suggestione di temi e sentimenti comuni che sembrano attraversare le storie come il filo conduttore di una sinfonia sublime e definitiva, nella bizzarra e ironica casualit di un mondo di destini conseguenti: una provvidenziale metempsicosi di spiriti liberi che rivendicano e perpetuano l dell sulla morte contro la grettezza e la stupidit delle retrograde civilt di ogni tempo. Ne riesce un filmone decisamente prolisso (quasi 3 ore) ma tuttaltro che noioso, dove alla spettacolare visionariet figurativa (fatta di effetti speciali ma anche di una notevole perizia scenografica) si alterna l della ricostruzione d la perfetta conoscenza dei meccanismi di genere, la camaleontica versatilit degli interpreti (utilizzati in ruoli diversi nelle diverse storie meta temporali) e soprattutto il tentativo (non perfettamente riuscito) di agganciare questa epica dei sentimenti all simbolismo di una civilt umana dove emerge, quasi invisibile, il segno riconoscibile di una provvidenziale predestinazione (il simbolo messianico della stella cometa). Non ostante i limiti di una struttura narrativa cos articolata e dispersiva ed la necessaria monotonia del registro che sembra appiattire le vicende in una sorta di temporalit sospesa e onnisciente (escamotage che banalizza il raccordo delle diverse narranti un film di cui si apprezzano il coraggio di una costruzione ambiziosa e insolita (in totale disprezzo del ridicolo cui va incontro), l di un cinema d dinamico e avvincente, rari momenti di vibrante e misurata elegia e la sottile ironia di alcune scelte espressive (lo strano favellare di Hanks ci ricorda con una certa nostalgia l medievale e maccheronico ideato da Monicelli nel suo Brancaleone da Norcia).